CHIUSURA DELL’EXPO OSAKA 2025
L’Expo di Osaka-Kansai del 2025 si è conclusa il 13 ottobre con un numero di visitatori che, secondo l’Associazione Giapponese per l’Esposizione Universale del 2025, ha superato i 25 milioni. Nonostante l’aumento dei costi e i ritardi nella costruzione dei padiglioni, l’apertura dell’evento ha registrato un’accoglienza positiva con un alto numero di pubblicazioni e condivisioni sui social. Tra i padiglioni più popolari, con file registrate di cinque ore negli orari di punta, si colloca il Padiglione Italia, particolarmente apprezzato per la presenza di autentiche opere d’arte, prime fra tutte quelle a carattere storico.
Il successo economico e il primato culturale italiano a Osaka
La conclusione di Expo Osaka 2025 ha prodotto un bilancio record per il Padiglione Italia, che ha ospitato un gran numero di eventi, 791 complessivi. Tra questi, 210 sono stati a carattere economico, sottolineando la particolare attenzione del Padiglione verso la promozione del Made in Italy e l’internalizzazione delle imprese italiane. Il Padiglione Italiano è stato testimone di incontri tra aziende e attività di networking che hanno coinvolto in sei mesi oltre 7.500 rappresentanti di imprese italiane, giapponesi e straniere. Una parte significativa del bilancio è composta da circa un miliardo e 766 milioni di euro in investimenti e contratti, tra i quali spiccano quelli acquisiti dalla ditta Danieli in Giappone per un totale di 200 milioni di euro.
Oltre che per l’aspetto economico, il Padiglione Italia si è distinto anche in ambito culturale, ottenendo il riconoscimento di leader della cultura a Expo 2025 Osaka. Anche la rivista internazionale Esquire Japan si è espressa riguardo al primato italiano, riconoscendone il merito per “l’alta cultura”. Il Padiglione ha infatti ospitato 410 eventi e 184 spettacoli nel teatro interno, che hanno coinvolto istituzioni e artisti, tra cui Giovanni Allievi, Roberto Bolle, l’Umbria Jazz e la Notte della Taranta. Il suo contributo culturale continuerà anche oltre la data della chiusura ufficiale dell’Esposizione, come testimoniano la mostra “Atlante Farnese and the Treasures of the Italy Pavilion from the Expo 2025 Osaka” che si terrà presso l’Osaka City Museum of Fine Arts fino a gennaio 2026 e che continuerà a esporre l’Atlante Farnese, il Gonfalone della Giustizia del Perugino e due nuovi fogli del Codice Atlantico di Leonardo Da Vinci.

Il Ministero Italiano dell’Istruzione e del Merito ha svolto un ruolo cruciale, promuovendo insieme al Commissariato per l’Italia a Expo 2025 Osaka una partnership strategica che ha coinvolto circa 60 studenti delle maggiori università italiane. Si è inoltre concentrato sul rafforzamento delle relazioni scientifiche, economiche e culturali tra Italia, Giappone e i Paesi della regione dell’Asia-pacifico, attraverso la valorizzazione del sistema universitario, della ricerca e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
I riconoscimenti
Il Padiglione Italia ha ottenuto il primo posto per la categoria Theme Development da parte del Bureau international des expositions (BIE), organizzazione incaricata di assegnare e supervisionare i premi durante le esposizioni universali. Si tratta del riconoscimento più prestigioso assegnato durante l’Expo universale e ha segnato un nuovo traguardo senza precedenti nella storia della partecipazione italiana all’Expo. Il Padiglione Italia, progettato dall’architetto Mario Cucinella, ha adottato il tema “L’Arte che Rigenera la Vita” e offre una moderna interpretazione della Città Ideale del Rinascimento. La struttura, costruita in legno con una particolare attenzione alla sostenibilità, comprende diverse aree, tra cui un teatro, un portico, una piazza e un giardino. L’obiettivo è quello di trasmettere e valorizzare l’immagine italiana nel mondo, puntando sull’inclusività e l’artigianalità applicata alle nuove tecnologie. Merita una menzione anche il Premio Innovazione assegnato al Padiglione per il progetto “Docodemo Expo”, che consiste nel proporre una visita virtuale all’interno dell’Esposizione a bambini ospedalizzati, grazie a una telecamera posizionata su un robot.
Il contributo apportato dalla società milanese Rimond ha prodotto anche l’assegnazione dell’oro e del bronzo nella categoria Architettura e Paesaggio ai Padiglioni dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. Nonostante fosse la terza partecipazione della società all’Expo, il fondatore Giuseppe Chiarandà ha riconosciuto la nuova sfida rappresentata dalle dinamiche di lavoro e dal contesto nipponico, che ha richiesto una collaborazione internazionale mai vista prima. Il padiglione saudita, progettato dal celebre architetto Norman Foster, è pensato come un microcosmo urbano che richiama i villaggi tradizionali attraverso la trama a nido d’ape creata sulle pareti degli edifici da lastre di pietra limestone su fogli d’alluminio. Si apre con un cortile abitato da vegetazione autoctona con funzione di filtro ambientale, per poi proseguire verso uno spazio costituito da tipiche vie strette e terminare con il Saudi Courtyard, luogo contemplativo di giorno e scenario di spettacoli culturali di notte. Il progetto del padiglione degli Emirati, affidato a Rimond per la parte ingegneristica e innovativa, addotta il tema “Empowering Lives” dell’Expo, puntando sulla tradizione, sulla sostenibilità e sulla ricerca tecnologica. Tra gli elementi distintivi, Chiarandà menziona le 90 colonne-rachis alte 17 metri, rivestite da lamelle di legno di palma di dattero e con una struttura interna in acciaio che garantisce solidità e resistenza. L’ambiente esterno si compone di una fusione tra estetiche emiratine, elementi tradizionali giapponesi e arredi che impiegano materiali riciclati o rigenerati.
Complessivamente, la partecipazione italiana all’Esposizione Universale si è conclusa positivamente, consolidando la posizione culturale e internazionale dell’Italia come nazione.
Dal Nostro Collega a Osaka, Kenichi Yokofujita